Maria

30 anni, impiegata di Bari

Le avversità sono le forze che mi spingono ad andare oltre i miei limiti

La mia specialità Top Media
Primo
La migliore puttanesca
La migliore puttanesca
Soffriggere in una padella con olio l'aglio in camicia con le alici e ...
Difficoltà: Facile

Maria MasterChef 6 2016

Nasco nel 1986 a Bari e lavoro come impiegata nell’azienda di mio marito. Il mio sogno è fare qualcosa che mi renda felice, serena e soprattutto libera. Il mio principale pregio è riconoscere i miei limiti; il mio principale difetto, invece, è il non credere sempre in me stessa e il sottovalutarmi anche in situazioni dove non dovrei farlo.

La passione per la cucina è nata fin da quando ero piccina. Mi piaceva osservare mia madre che, con le sue buone tradizioni del sud Italia, si dedicava moltissimo alla cura della famiglia e alla cucina. Ho fatto tesoro di tutto ciò, reinterpretandolo poi in chiave moderna e personale.

Il mio sogno è aprire un ristorantino sul mare. Nel tempo libero mi piace dedicarmi ai Fai da te che possono spaziare dalla cura del mio corpo ad oggettistica varia ed utile in casa. Mi dedico molto al mio piccolo cagnolino e con lui passo gran parte della giornata. La mia più grande ambizione è dare libero sfogo e usare tutta la passione che ho dentro nell'arte della cucina, non aspiro a diventare qualcuno ma semplicemente me stessa e solo la cucina può aiutarmi a farlo. MasterChef per ottenere quell’equilibrio che ancora non ho.

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Qual è il tuo piatto forte?

Primi piatti e dolci.

Il piatto a cui sei particolarmente affezionato e che ti evoca emozioni:

Ce ne sono più di uno. Se dovessi scegliere, sceglierei piatti tradizionali, della mia regione, ovvero la famosa "Tiella di riso, patate e cozze".

Hai un cuoco a cui ti ispiri?

Non ho un cuoco in particolare anche perché è bello distinguersi. Come ogni persona, anche ogni cuoco ha una propria filosofia di vita e di arte.

L'ingrediente che non manca mai nella tua cucina:

L'olio extravergine di oliva.

Il tuo punto debole in cucina:

Gli impasti a lunga lievitazione. Paradossalmente adoro dedicarmi più a cose tecniche e di precisione che a ricette lievitate o ad impastare.

Raccontaci un tuo aneddoto divertente legato alla cucina:

Prima del mio matrimonio, andai con il mio fidanzato, attuale marito,  in un ristorante di pesce nella mia città. Nonostante la mia orgogliosa origine barese, all’epoca non toccavo pesce crudo. Andavo contro la città dei polpi appena pescati e mangiati a morsi o delle cozze crude e succhiate come se fossero noodles. Bene, quel famoso giorno, c’erano bellissimi antipasti e fin troppi, mi confondevo dinanzi a tanto piacere per gli occhi. Arrivò il momento di assaggiare un finger food a base di salmone. Data la mia ostilità verso il pesce crudo, chiedevo perennemente conferma alla titolare per accertarmi sullo stato di cottura di quel povero cubotto di salmone Dopo aver mobilitato l’intero staff del ristorante, assaggio il pezzetto e vedo mio marito sghignazzare con la titolare ma non chiedo il motivo. Tornati a casa, il mio fidanzato mi disse che era un giorno epocale quello poiché per la prima volta avevo mangiato pesce crudo. Nell’immediato iniziai a farmi venire l’ansia da futura intossicazione con ricovero, ma poi cercai di autoconvincermi che in realtà quel cubotto di pesce mi era veramente piaciuto! Ed ecco che, grazie all’inganno, oggi sono una grande estimatrice di tartare, carpacci, sashimi e simili e adoro sia mangiarli che cucinarli.

Cosa ti piacerebbe si dicesse di te come chef?

Un giorno mi piacerebbe che la gente mi apprezzasse in primis come persona e poi come chef. Alla base della vera professionalità, c’è l’umiltà e la serietà. Mi piacerebbe che la gente scoprisse, attraverso i miei piatti, il mio amore per la tradizione e la semplicità. Se riuscissi a farmi dire tutto questo, potrò realmente dire di aver raggiunto il mio obiettivo.

Che musica ascolti mentre cucini?

Ascolto sempre musica quando cucino perché mi trasmette la giusta carica, ispirazione ed emotività per creare un piatto. Non ho un tipo di musica in particolare, dipende da come mi sento nel preciso momento in cui decido di cucinare. Ci sono giorni in cui ascolto musica pop, altri giorni musica rock, per poi spaziare a colonne sonore e simili. Non riesco a circoscrivere o categorizzare qualcosa nella mia mente, d’altronde credo che, per diventare un bravo chef, serva anche un po’ di “pazzia e, in alcuni momenti, io ne sono la prova!

Sei innamorato?

Sì, amo mio marito Daniele e, ovviamente, il mio bellissimo cagnolino, Thiago.

Chi non ha mai smesso di credere in te?

Mio marito in primis, nonostante tutti gli ostacoli, mi ha sempre incoraggiata e motivata anche quando, stremata psicologicamente, ho voluto mollare.  Allo stesso modo continuano a credere in me tutte le persone che davvero mi vogliono bene e riescono a giudicarmi oggettivamente  e non quelle che vorrebbero solamente competere con me accecate dall’invidia e/o cattiveria nei miei confronti.

 

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